Controsoffitti

Il controsoffitto è un’opera edile costituita da una superficie piana dalla struttura leggera, posta al di sotto del soffitto, che determina una diminuzione dell’altezza utile del locale interessato. Il controsoffitto può realizzarsi per rispondere ad esigenze estetiche, per eseguire un rivestimento con materiale termoisolante, fonoassorbente e/o fonoisolante o resistente al fuoco, ed è utilizzato anche per ospitare, nel vano che si viene a creare tra lo stesso e il soffitto, uno o più impianti.

Vi sono diverse modalità realizzative dei controsoffitti, ma la differenza principale è costituita dalla possibilità che lo stesso sia smontabile o meno.

Per estensione si definisce comunemente “controsoffitto” sia l’opera edile in sé appena descritta, sia il vano che questa realizza tra la stessa e il soffitto.

L’impianto più tipicamente ospitato nel vano realizzato da un controsoffitto è quello di illuminazione. I corpi illuminanti sono ancorati alla struttura originaria e il controsoffitto, se reso ispezionabile (il caso più diffuso è quello dei “controsoffitti a quadrettoni” o “a cassettoni”), evita di dover realizzare impianti elettrici sottotraccia che rappresentano la soluzione più tradizionale, ma evidentemente meno flessibile, per risolvere il problema insieme estetico e pratico del transito dei fili che collegano le varie terminazioni dell’impianto.

Altri impianti possono essere ospitati nel vano realizzato dalla controsoffittatura: l’impianto di condizionamento, l’impianto di aerazione forzata, l’impianto antincendio, di rilevamento fumi, ecc., secondo modalità analoghe a quelle descritte per l’impianto di illuminazione. Il controsoffitto può anche servire per il semplice passaggio di collegamenti orizzontali di qualsiasi altro tipo di impianto che serva o meno il locale del quale effettua l’attraversamento.

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